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RESOCONTO DI UN VIAGGIO IN SUDAFRICA<BR>Credevo che fosse soltanto un’altro viaggio di lavoro….. questo è quello che pensavo quando all’inizio di Settembre sono partito per il Sud Africa. <BR>Televisione e luoghi comuni per anni avevano nutrito la mia  immaginazione con visioni di fame, miseria e morte ma, essendo queste solo un tenebroso, lontano orizzonte, per di più filtrato da un monitor, queste immagini si erano presto sopite nella nebbia della mia inconsapevole indifferenza. <BR>Guardando indietro mi accorgo che niente mi aveva veramente preparato a quello che entro poco tempo avrebbe radicalmente cambiato la mia vita e quella di altre persone attorno a me.<BR>L'incubo è iniziato con una visita nella Township di Cape Town dove oggi, in condizioni estremamente disagiate, ancora vivono milioni di persone. Mi sembrava impossibile ed inaccettabile che alle porte di una città ricca, moderna, centro mondiale di congressi, capace di attrarre un milione di turisti ogni anno, si potessero trovare così tante persone, non solo povere ma in gran parte private della propria dignità come individui. <BR>I primi a farne le spese sono sempre i bambini che soffrono in silenzio, inconsapevoli del domani, vivendo la propria vita in una società fatta largamente di brutalità, miseria, baracche e tanta fame! <BR>Ho iniziato col pensare che la storia fosse sbagliata, che l'autore avesse dimenticato un pezzo, che qualcosa di fondamentale mi fosse sfuggito…. Invece, purtroppo, lo splendido Sudafrica è anche questo, soprattutto questo! <BR>Stesse impressioni, stesse situazioni, stesse condizioni igieniche nella Township di Hermanus, una graziosa cittadina dove mi ero recato sperando di vedere le balene.<BR>Sì, le balene le ho viste, a poche decine di metri dalla riva, ed è stato uno degli spettacoli più belli della mia vita. Però le condizioni di vita della vicina baraccopoli non erano diverse da quelle della periferia di Cape Town.<BR>Non riuscivo a crederci. Il Sud Africa, il mondo in un solo Paese, una nazione straordinariamente ricca di giacimenti minerari di qualsiasi tipo... Oro, Diamanti, Carbone, Ferro, Metalli rari ecc.  Un luogo meraviglioso, una terra incontaminata dove in un solo viaggio, puoi vedere le cose più belle che il mondo possa offrirti: mare, montagne, Parchi Naturali grandi come il Belgio…Come è possibile che in un paese così bello così tanta gente possa ancora vivere nella miseria e nell’umiliazione?<BR>Lo stupore e la collera hanno continuato a salire dopo una visita a Soweto, l’enorme Township di Johannesburg. I pensieri si fanno più forti, le parole iniziano a mancare, cresce la voglia di fare qualcosa che possa dare speranza anche ad una sola persona di quel mondo disperato con il quale ero venuto casualmente a contatto.<BR>Quel viaggio, che era iniziato come un normale viaggio di lavoro, da quel punto in poi si è trasformato in un vero  viaggio verso la ricerca di un aiuto dall’alto che potesse farmi capire cosa fosse in mio potere di fare ed in che modo sarebbe stato meglio farlo, per poter aiutare almeno i bambini di quel mondo terribile che avevo appena intravisto.<BR>Il mio trasferimento a Phalaborwa, una piccola cittadina a confine con il Parco Nazionale Kruger, è stato caratterizzato da una serie di cartelli opprimenti, ossessivi, che si ripetevano costantemente ad ogni angolo di ogni nuova strada che stavo percorrendo: Attenzione, l'Aids è ovunque intorno a te!<BR>La cosa mi ha stranamente disturbato ed ho chiesto ad Andrea: Ma questi cartelli??? Perchè??? Che senso hanno??? Andrea è un Italiano che vive in Sud Africa da ormai una vita e Marta è la sua splendida compagna. <BR>Lui cerca di apparire cinico e disilluso ed invece è uno degli ultimi romantici di questo mondo freneticamente dominato dal desiderio di cose materiali, dove troppo poco peso viene dato a quanto non si può né comprare né vendere, come l’amore, l’onestà e l’amicizia.<BR>Tanto Marta che Andrea non hanno avuto una vita facile e questo, se all’esterno li ha resi più coriacei, ha anche dato loro la capacità di comprendere le sofferenze ed i bisogni degli altri, senza più tante illusioni ma con un amore ed un rispetto ancora più profondi.<BR>A quel punto del mio viaggio, del Sudafrica conoscevo Geografia, Storia, Flora, Fauna e... Climatologia, Tempi di Volo, Compagnie Aeree, Parchi Nazionali... Insomma, tutto quello che mi serviva per concludere in modo soddisfacente un viaggio di lavoro nel mondo degli operatori del turismo.<BR>Andrea e Marta, con amore e passione, mi hanno mostrato l'altra faccia della medaglia,  l'Altro Sud Africa, il Sud Africa dei Bambini Orfani e della Gente che Soffre, con  Marta che ogni volta che si parlava dei bambini cambiava colore e iniziava ad avere i lucciconi agli occhi.<BR>Una sera a cena a casa loro, di fronte ad un meraviglioso piatto di lasagne col ragù di Impala, loro candidamente mi hanno detto che in Africa non tutti quelli che muoiono di AIDS vanno a far parte delle statistiche, che il problema in realtà è parecchio più serio di quanto generalmente si crede e che il problema degli orfani sta crescendo in modo esponenziale, così come il numero di adulti incapaci di fare lavori pesanti per motivi di salute. <BR>Ecco le righe che avevo perso... nessuno si era dimenticato di scriverle ma io non avevo mai veramente collegato il problema della miseria del terzo mondo alla devastazione provocata dall’AIDS su popolazioni già duramente  provate da secoli di colonialismi e guerre fratricide.<BR>Moltissimi sono i bambini, figli di genitori sieropositivi, che nascono sani in Sudafrica perché alla vigilia del parto i medici sono autorizzati, nell’interesse del nascituro, a condurre il test sull’AIDS anche senza il consenso della madre. <BR>Quando la madre risulta sieropositiva in genere il bambino viene fatto nascere con parto cesareo e nella stragrande maggioranza dei casi questi bambini cresceranno sani ma in un orfanotrofio del terzo mondo, o sulla strada, perché senza la piena disponibilità delle costose terapie sviluppate per chi se le può permettere, la durata della vita in Africa per le persone affette da questa malattia terribile è crudelmente breve. <BR>Abbiamo parlato a lungo di quei bambini che, se aiutati in modo serio e costruttivo, avrebbero garantito un futuro non solo a se stessi ma all'intera nazione e quella sera mi sono reso conto che, nei limiti di quanto sarei stato capace di fare,  avrei cercato di modificare in meglio la loro vita ed avrei provato a dare loro l’opportunità, non solo di avere un futuro migliore, ma di poter a loro volta influenzare in modo positivo la vita delle persone intorno a loro. <BR>Mi sono anche reso conto dell’enorme responsabilità che mi mettevo sulle spalle.<BR>Come mi ha detto allora Andrea: Se tu sei una persona che pensa solo a se stesso, di quello che fai ne rispondi solo a te stesso. Se invece ti assumi la responsabilità di aiutare i bambini orfani, da quello che farai dipende il futuro di quei bambini e se tu dovessi fallire loro ne pagheranno le conseguenze. Da allora è nata tra di noi una profonda amicizia fondata sui valori fondamentali della vita che noi ci siamo reciprocamente scoperti di condividere.<BR>Al mio ritorno in Italia, ne ho parlato con Giuseppe, il mio socio, che mi ha immediatamente sostenuto in questa direzione ma forse anche il suo supporto non sarebbe bastato a far decollare questo progetto se qualche giorno dopo non ne avessi discusso con Yuri, un grande amico che mi ha comunicato tutta la sua enorme forza combattiva alla ricerca del bene per il prossimo.<BR>Sono passate solo quattro settimane dal rientro da quello che all’origine doveva essere solo un viaggio di lavoro e noi ci siamo già costituiti in una ONLUS regolarmente registrata, raggiungendo degli obiettivi che sicuramente un mese fa mai nessuno di noi avrebbe mai immaginato. <BR>Abbiamo già una sede dove poterci incontrare, discutere i problemi, cercare le soluzioni e da cui operare attivamente. Di strada da fare ne abbiamo certamente ancora molta di fronte a noi, quasi certamente in salita, una lunga e dura salita verso un orizzonte che però non è più così lontano. <BR>Ci sono i bambini di un piccolo Centro Accoglienza vicino a Phalaborwa che già contano su di noi e non vogliamo deluderli. Quando Marta ha chiesto all’assistente sociale del centro quali fossero le loro prime necessità gli è stato risposto senza esitazione: Frutta, verdura e qualche volta un po’ di carne. Avendo visto cosa era stato appena servito per pranzo Marta non ha potuto che condividere.<BR>Grazie Andrea e Marta per avermi permesso di rendermi conto di tutto questo e di aver condiviso con me il vostro desiderio di aiutare, grazie Giuseppe per avermi appoggiato, grazie Yuri per avermi spinto a farlo e grazie a tutti Voi che avete seguito fino a questo punto. <BR>Il primo passo è stato fatto ma ci sono ancora tanti problemi tecnici da risolvere. Andrea mi dice che il difficile non è tanto raccogliere gli aiuti, perché gli Italiani hanno il cuore grande, ma di assicurarsi che poi questi aiuti arrivino veramente a chi ne ha bisogno e che non vadano invece a costituire una fonte di reddito per gli intermediari, come troppo spesso accade.<BR>Per questo ci serve di trovare al più presto una persona qualificata professionalmente, possibilmente un’infermiera, un’assistente sociale o una maestra, che condivida i nostri obiettivi e che sia disponibile a trasferirsi in modo temporaneo in Sudafrica. <BR>Cosi,  potremo stabilire in modo certo le priorità degli interventi ed assicurarci del buon uso delle risorse che noi saremo progressivamente in grado di mettere a disposizione.<BR>Il lavoro di questa nostra fiduciaria non sarà facile, anche perché quasi certamente sarà accolta con diffidenza, se non con ostilità, sia come proveniente dal mondo Cattolico che come persona che potrebbe esporre delle realtà che non si vogliono rendere pubbliche.<BR>Dal successo di questa nostra inviata dipenderà in larga parte il successo di quanto noi con tutto il cuore vogliamo conseguire. Tutti noi ci siamo proposti di migliorare le condizioni di vita e di dare un futuro di speranza a queste vittime  innocenti della tragedia più grande della nostra epoca e di questo abbiamo fatto una nostra precisa responsabilità. <BR>A chi ci legge chiediamo di aiutarci ad aiutare questi bambini nel modo migliore in cui lui o lei è capace, se non altro perché fare del bene è il migliore investimento che si possa fare per rendere la propria vita più felice. Ti aspettiamo. RESOCONTO DI UN VIAGGIO IN SUDAFRICA
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